Negligenze reiterate fatali al lavoratore

Alla porta, definitivamente, quattro dipendenti di una ditta di pulizie, colpevoli di molteplici inadempienze nello svolgimento delle mansioni loro affidate

Negligenze reiterate fatali al lavoratore

Negligenze reiterate costano il posto al lavoratore. Applicando questo principio, i giudici hanno reso definitivo (ordinanza numero 21246 del 30 luglio 2024 della Cassazione), il licenziamento di quattro dipendenti di una ditta di pulizie, colpevoli di avere eseguito i propri compiti in maniera assolutamente non conforme ai minimi requisiti di diligenza. Secondo quanto appurato tra primo e secondo grado di giudizio, i quattro lavoratori, assunti da una società subentrata in un appalto per il servizio di pulizia presso una struttura pubblica, avevano prima ricevuto plurime contestazioni e sanzioni disciplinari conservative per inadempienze nell’attività lavorativa e poi la contestazione che ha dato il ‘la’ al successivo licenziamento per giusta causa. A far traboccare il vaso è stato, secondo quanto accertato grazie a prove documentali e testimoniali, il gravissimo inadempimento posto in essere dai lavoratori nello svolgimento dell’attività di pulizia, eseguita in maniera assolutamente non conforme ai minimi requisiti di diligenza. Rilevante, poi, secondo i giudici, anche la protrazione della condotta, nonostante le sanzioni conservative irrogate dall’azienda, protrazione ritenuta sintomo di intensità dell’elemento intenzionale nell’agire dei quattro lavoratori. E anche per i magistrati di Cassazione è logico parlare di giusta causa di licenziamento, a fronte dei palesi inadempimenti addebitabili ai quattro lavoratori, inadempimenti gravissimi a fronte delle modalità con cui essi sono stati realizzati, del carattere reiterato degli episodi in un breve arco di tempo, dell’intensità dell’elemento intenzionale nelle condotte di tutti e quattro i lavoratori e, infine, del nocumento materiale arrecato alla società datrice di lavoro.

news più recenti

Mostra di più...